Da Genova a Bangui - un progetto per una scuola in Centrafrica
Andare a scuola non vuol dire solo studiare, imparare e prendere bei voti; o insegnare, interrogare e correggere compiti in classe: la nostra scuola ha deciso di offrire ad alunni e insegnanti la possibilità di aprire gli occhi su quelle realtà apparentemente distanti, ma terribilmente presenti nel nostro mondo, da cui non si può prescindere per creare una sensibilità umana ai nostri ragazzi.
La Scuola Germanica di Genova infatti ha deciso di aiutare la scuola di una Missione di padri Carmelitani a Bozoum, in Repubblica Centrafricana, tramite padre Stefano Molon, un ex alunno della nostra scuola che da parecchi anni è missionario carmelitano in Centrafrica.
Padre Stefano era venuto per la prima volta nella nostra scuola nell'aprile 2004 e ci aveva fatto vedere alcune foto della sua missione: la Repubblica Centrafricana è un paese pieno di verde e rallegrato dai sorrisi dei numerosi bambini, ma martoriato da anni di guerra civile che, come tutte le guerre, ha portato povertà, danni e ferite laceranti nella popolazione; un paese che ad esempio potrebbe produrre tanto cotone, ma che non riesce ad esportarlo a causa della concorrenza dei mercati asiatici.
La scuola pubblica in Centrafrica funziona poco e male: le uniche scuole che possono offrire un futuro ai bambini sono quelle dei missionari: "Senza scuola questi ragazzi non hanno futuro", ci ha ripetuto spesso padre Stefano, e nelle scuole, oltre a leggere, scrivere e far di conto, i missionari insegnano ad esempio dattilografia alle ragazze, visto che le donne rischiano più degli uomini di avere un futuro segnato dalla miseria.
Il nostro sforzo come Scuola Germanica è stato quello di finanziare la scuola della missione di Bozuom attraverso due canali: la cartoleria e la biblioteca; i frati, con i nostri soldi, comprano in loco il materiale scolastico (per aiutare l'economia locale) che poi rivendono a prezzi bassissimi agli alunni; non regalano il materiale perché credono sia giusto far capire che questo materiale ha un valore, benché minimo.
Inoltre la guerra civile ha portato gravi danni alla biblioteca che è essenziale, perché di solito i ragazzi non hanno i soldi per comprarsi i libri su cui studiare e non hanno la luce a casa per poter leggere di sera.
Infine una parte dei soldi servirà a finanziare i corsi di aggiornamento degli insegnanti.
Le iniziative di raccolta fondi e di sensibilizzazione sono state molteplici, dai mercatini di Natale e di Pasqua (vendendo oggetti fatti dai nostri alunni, anche dell'asilo, o provenienti del Centrafrica), alla vendita di torte. Ma le attività di sensibilizzazione più importanti sono state: l'anno scorso una gita di tutta la scuola (180 persone tra alunni e insegnanti!) ad Arenzano al Santuario carmelitano del Bambino di Praga; e quest'anno, poiché i missionari ogni due anni tornano un po' a casa, una nuova visita di padre Stefano l'8 aprile. E' importante che l'aiuto alla missione possa diventare un gesto continuo e non una raccolta sporadica di soldi.
La cifra che siamo riusciti a raccogliere fin'ora è stata di circa 1500 euro all'anno.
I contatti tra padre Stefano e i nostri insegnanti sono costanti: lui ci aggiorna sempre sull'utilizzo dei "nostri" soldi e su come sta aiutando la popolazione.
Siamo contenti che la nostra scuola possa aiutare attivamente chi ha più bisogno di noi attraverso lo sforzo di tutti; speriamo che questo bel contatto con padre Stefano possa portare sempre più sensibilità e apertura nei nostri ragazzi che, per crescere, hanno bisogno anche di allargare un po' gli orizzonti dei loro sguardi. |